Iniziativa revocata

Questa iniziativa e' stata revocata il 2015-07-04 15:37:15 da: [Not public]

Proposta

Ad un anno e mezzo dalla sua costituzione quello che era stato il progetto politico dell'Altra Europa per la costruzione anche in Italia di un soggetto politico nuovo, alternativo alle politiche delle larghe intese europee ed italiane e dunque dichiaratamente alternativo al PD, con la pubblicazione del documento "il tempo è ora" va verso il suo scioglimento per confluire in "Possibile", il progetto di Civati, che vede attraverso l'ennesimo tentativo di somma di vertici il suo naturale approdo al centro-sinistra.

L'Altra Europa aveva aggregato per le europee realtà dei movimenti e della societa civile che al fianco dei tradizionali partiti della sinistra radicale, ai quali era stato chiesto il fatidico passo indietro, avrebbero dovuto dar vita, nelle intenzioni dei sei promotori e garanti della lista, ad un percorso partecipativo con un forte radicamento territoriale ed una chiara linea politica di alterità al partito democratico.

Purtroppo quel patrimonio di speranze nella possibilità di costruire il nuovo si è infranta in una conduzione attendista, verticistica ed autoreferenziale dei diversi organismi che si sono succeduti, impedendo di strutturare un percorso fondativo subito dopo le elezioni europee del 26 maggio 2014 in grado di valorizzare la rete dei Comitati territoriali, e causando il progressivo abbandono dal progetto da parte di molte realtà, tra cui cinque dei sei promotori e garanti e molti tra gli ex candidati ed attivisti che avevano sostenuto con entusiasmo quello che pareva un percorso veramente innovativo.

Con le elezioni regionali, prima in Emilia Romagna e Calabria ed ora in quest'ultima tornata di maggio, sono emersi i veri nodi politici di Altra Europa, che anziché sostenere apertamente le esperienze nate dai Comitati territoriali in continuità con le europee, ha preferito non prendere posizione nelle regioni in cui sel e rifondazione si sono presentati pro e contro pd, o ha sostenuto progetti politici alternativi a quelli messi in campo dagli stessi Comitati di Altra Europa, mettendo a nudo una subalternita' ai partiti ed un'incapacità di attuare metodi decisionali democratici.

L’epilogo del 24 giugno, con la pubblicazione del documento intitolato “Il tempo è ora”, serve sostanzialmente a sancire la fine di Altra Europa con la sua confluenza all’interno del progetto di centrosinistra firmato Civati, ed a ratificare un'inversione di rotta politica.

Da notare che, nonostante nel documento si parli di un processo che dovrà essere partecipato e democratico, chi è ancora parte di quel percorso ha registrato il rifiuto a fare un passaggio assembleare per prendere una decisione tanto importante, scavalcando così totalmente ciò che restava della ormai scarsa militanza. Un progetto lontano anni luce dallo spirito dell'appello dei garanti di appena un anno e mezzo fa, che a dispetto di quanto dichiarato dagli stessi partiti allora, "non ripetiamo gli errori di rivoluzione civile o della lista arcobaleno", appare ancora una volta una operazione sommatoria e prevalentemente elettoralistica nata da una lotta tutta interna al PD.

A tutti coloro che credono con ciò di riconquistare credibilità e fiducia presso i cittadini che identificano ormai la politica come mero strumento di potere, al servizio dei poteri forti, facciamo i nostri migliori auguri.

Restiamo convinti che un cambio di passo radicale per colmare la distanza tra rappresentato e rappresentante, stia nella capacità di superare il meccanismo della delega attraverso la democrazia partecipativa; che le lotte per i diritti ed i beni comuni, per le emergenze climatiche, umanitarie, etiche, democratiche, ambientali, del nostro Paese non siano negoziabili e debbano autorappresentarsi; che l'intuizione dei garanti di riconnettere il mondo prepolitico e della militanza di base per un progetto sociale e politico orizzontale ed inclusivo nelle forme, e radicale nei contenuti resti più che valido e tutto da costruire.

Dando vita all’assemblea permanente di Primalepersone, continuiamo a credere nella possibilità di farlo insieme a tutti coloro che il Nuovo continuano a sognarlo anche per il nostro Paese, ed a tentare di realizzarlo quotidianamente sui propri territori; a tutti coloro, dei partiti e non, che credono che non ci sia più tempo per rieditare percorsi politici già sperimentati e falliti e come noi disposti a gettare il cuore oltre l'ostacolo delle appartenenze, da persone libere di costruire insieme il mondo nuovo che vorremmo.

motivazioni

diffusione posizione Prima le Persone

Nessun emendamento